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Miti & Leggende del Nilo

Rise of Kingdoms e l'antico Egitto: quanta storia e quanto mito c'è davvero

Di mito quasi niente, di storia un po'. Rise of Kingdoms è un gioco di strategia costruito su civiltà storiche, e l'Egitto ci entra attraverso i comandanti, come Cleopatra VII, non attraverso gli dèi. Chi lo scarica cercando Osiride e Anubi resta a mani vuote; chi cerca faraoni e battaglie trova qualcosa, mescolato con Roma, la Cina e il Giappone.

Il gioco accanto alla storia, voce per voce

Rise of Kingdoms e antico Egitto: sei confronti
Aspetto Nel gioco Nella storia Scarto
Cleopatra VIIUna dei comandanti da reclutareUltima regina tolemaica, morta nel 30 a.C.Da sovrana e diplomatica a condottiera
Tempio PerdutoStruttura al centro della mappa, contesa dalle alleanzeNessun tempio egizio precisoNome evocativo, nessun riferimento
LegnoUna delle quattro risorse di baseScarso in Egitto, cedro importato dal LibanoLa risorsa più comune del gioco era rara sul Nilo
EpocheEtà feudale nella barra in altoL'Egitto dei faraoni finisce prima del MedioevoEpoche sovrapposte per scelta
IncontriGiulio Cesare contro Cao CaoMai stati sullo stesso campoVoluto e dichiarato
DivinitàAssenti dalle schermateCentrali nella cultura egiziaIl gioco resta laico

Voci del gioco da descrizione e screenshot della scheda; Cleopatra VII dall'elenco dei comandanti del gioco, non visibile negli screenshot.

Cleopatra

Cleopatra VII governò l'Egitto come ultima regina della dinastia tolemaica, di origine macedone. Parlava egiziano, cosa che i suoi predecessori non facevano, ed è ricordata più per la politica con Roma che per le battaglie. Farne un comandante militare è una scelta di gioco, non di storia.

Il Tempio Perduto

Nel quinto screenshot della scheda la struttura al centro della mappa si chiama «The Lost Temple», circondata da centinaia di truppe con le sigle delle alleanze. È il cuore politico della partita, ma non ha colonne, piloni o geroglifici: è un tempio di fantasia.

Le risorse

Cibo, legno, pietra e oro, nell'ordine della barra: 7,6 M, 8,7 M, 3,6 M e 1,5 M nello screenshot. L'Egitto antico aveva grano e pietra in abbondanza e oro dalla Nubia, ma il legno buono era così raro che il cedro arrivava per nave dal Libano.

Le epoche

La descrizione parla di quindici civiltà e di un mondo condiviso da oltre 80.000 giocatori per regno. Che l'Egitto conviva con i vichinghi e con il Giappone dei samurai è la regola del gioco, detta chiaramente fin dalla prima riga.

La scheda in cifre

Sviluppatore
LilithGames
Uscita
24/05/2018
Aggiornamento
20/08/2026
Download
50.000.000+
Recensioni
2,39 milioni
PEGI
18
Scheda su Google Play

Annunci e acquisti in app ci sono entrambi. La classificazione PEGI 18 è la più alta tra i giochi di questo sito e va tenuta presente se a giocare sono ragazzi: la scheda non riporta i motivi della classificazione, e non li indoviniamo.

Il titolo completo su Play oggi è «Rise of Kingdoms: Lost Crusade». La descrizione dichiara oltre 180 milioni di giocatori: è un numero dello sviluppatore, non un dato verificabile, e riguarda gli account creati, non chi gioca oggi.

Mappa di Rise of Kingdoms con centinaia di truppe di alleanze diverse intorno al Tempio Perduto
Il Tempio Perduto al centro, le alleanze intorno: potere 3.387.325 in alto a sinistra.

Idee che circolano, e come stanno le cose

«È un gioco storico, si impara la storia.»

Si imparano nomi e bandiere. Epoche e continenti sono mescolati per scelta. Fonte: descrizione della scheda, «E se l'antica Cina e l'antica Roma entrassero in guerra?»

«Cleopatra era egiziana di sangue.»

Discendeva da Tolomeo, generale macedone di Alessandro Magno. Fonte: storia della dinastia tolemaica, 305-30 a.C.

«Il Tempio Perduto è egizio.»

Nessun elemento dello screenshot lo lega all'Egitto. Fonte: quinto screenshot della scheda

«180 milioni di persone ci giocano.»

Il numero è dichiarato dallo sviluppatore; i download su Play sono oltre 50 milioni. Fonte: scheda Google Play

Errori di chi arriva cercando l'Egitto

  1. Aspettarsi dèi, templi e aldilà: per quelli ci sono Temple of Osiris e Titan Quest.
  2. Spendere per un comandante solo perché ha un nome egizio: nel gioco conta la sua funzione, non la sua storia.
  3. Leggere la mappa come geografia: il mondo è inventato e le civiltà partono vicine.
  4. Ignorare il PEGI 18 prima di installarlo sul telefono di un ragazzo.
  5. Prendere il gioco come fonte su Cleopatra: la sua storia vera è più interessante, e ne parliamo tra i falsi miti sull'Egitto.

Chi vuole l'Egitto dentro un gioco di strategia, con il Nilo sulla mappa e Roma come nemico, trova di più in Defense of Egypt TD, molto più piccolo ma tutto dedicato.

Avete comandanti egizi in Rise of Kingdoms?

Raccontate quali comandanti egizi avete e cosa dice il gioco di loro: la tabella si arricchisce con i vostri dati.

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